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A differenza di carboidrati, grassi e proteine l’organismo non ha la capacità di stoccare l’etanolo come riserva e questo comporta che il suo metabolismo abbia la priorità sul resto dei nutrienti.

Alcol e bodybuilding

L'alcol, anche meglio definito come etanolo, oltre a poter figurare tra le droghe è anche un macronutriente. A differenza di carboidrati, grassi e proteine l'organismo non ha la capacità di stoccare l'etanolo come riserva e questo comporta che il suo metabolismo abbia la priorità sul resto dei nutrienti.
Ho deciso di trattare questo argomento poiché nelle varie domande che mi si pongono l'alcol figura quasi sempre; credo che siano pochi gli atleti così pieni di sacrificio da rinunciare ad una "bevutina" nelle sere di svago e visto come l'alcol riesca da influenzare numerosi neurotrasmettittori, lo stato metabolico ed ormonale e quindi la composizione corporea, credo sia un argomento su cui dovevo certamente soffermarmi.

 

Biochimica

Come prima ho scritto l'alcol è un macronutriente ed è anche l' unico tossico per l'organismo; questo comporta 2 cose:

     
  1. l'etanolo non può essere conservato
  2. il suo metabolismo ha la precedenza su quello degli altri macronutrienti.

Il metabolismo dell'alcol segue 2 differenti vie a seconda del suo livello nel sangue; ad un basso dosaggio l'alcol segue la via della ADH ( alcol deidrogenase ) che lo converte in aldeide. Un elevato livello di etanolo nel sangue attiva invece la via MEOs ( sistema microsomiale dell'ossidazione dell'etanolo ). In entrambi i casi il risultato è comunque il metabolismo dell'alcol in acetato e, in seguito, in acetyl-CoA che; o entra nel ciclo di Krebs ed ossidato ad acqua ed anidride carbonica o  conservato nel tessuto adiposo come riserva energetica.

 

Farcocinetica

L'alcol ha un'elevatisima biodisponibilità per via orale ed il suo assorbimento avviene nello stomaco grazie ad una elevatissima concentrazione di enzimi ADH in questo primo snodo grastrico; ciò comporta che la rapidità del raggiungimento di un certo picco nel sangue dipenderà anche dalla quantità di cibo che si trova nello stomaco. Nel caso in cui si beve a stomaco pien;, un drink maggiormente diluito, come la birra ad esempio, l'alcol che contiene verrà assorbito molto più velocemente ed in maggior quantità rispetto ad un paio di "cicchettini" di wisky; questo perché il cibo regola anche l'attività dell'ADH nello stomaco. In stato di digiuno è vero invece il contrario. Anche il tipo di macronutriente ha  un certo effetto sel metabolismo dell'etanolo; proteine e grassi sembrano rallentare di molto il suo assorbimento, i grassi ritardando il transito verso l'intestino (in cui avverrà il seguente assorbimento) e le proteine legandosi direttamente alle molecole di etanolo.
Quando una grande quantità di alcol raggiungere lo stomaco, farsi 6 birre medie un dietro l'altra ad esempio, la velocità di assorbimento  tende a superare la distribuzione sistemica (nell'organismo) andando ad inondare di alcol le arterie e quindi il cervello; motivo per cui 4 bicchieri di vino intossicano  più se bevuti in un'ora rispetto a sorseggiarseli in 4 ore.
L'etanolo non ha una vera e propria emivita come le altre droghe visto che il suo metabolismo è limitato dall' ADH e quindi dalla possibilità di variaziani a seconda della concentrazione sia sua che degli enzimi; il DHT (ormone androgeno dato dalla riduzione del testosterone) ad esempio influenza l'ossidazione dell'etanolo;  aumenta lintensità e la velocità di intossicazione (in quanto tempo e quanto vi ubriacate per essere pratici) poiché velocizza la distruzione degli enzimi ADH; ne rallenta, quindi, la velocità di smaltimento.
Non si è del tutto compreso il modus operandi ed il motivo dei suoi diversi effetti sugli individui; primi studi mostrano un certo legame dell'etanolo con delle proteine su dei recettroi non specifici, ma altri, più recenti contraddicono questo mostrando l'esistenza di specifici recettori per l'alcol. Un' importante differenza riguardo gli effetti dell'alcol sul sistema nervoso centrale la troviamo nel suo livello nel sangue: basse concentrazioni (3 o 8 drink per esser pratici) sembrano avere un certo effetto stimolante ed euforico mentre una concentrazione elevata porta ad effetti sedanti; è quindi di grande importanzala sua interazione su multipli sistemi di neurotrasmettitori .

 

Dopamina

Mi trovo a ripetere la medesima cosa in molti mie articoli; l'azione sulla dopamina è il "marchio di affidabilità" di qualsiasi droga che si rispetti. In particolar modo è l'azione dopaminergica sulla "via del piacere" o più precisamente chiamato " sistema mesolimbico", regolato dalla VTA (area ventrale tegmentale) e dal NAC (nucleo accumbens), che comporta la vasta scala dei sintomi di astinenza.
Gli individui spinti al consumo di alcol sembrano avere una scarsa attivazione ed innervazione dopaminergica nell'area mesolimbica; l'etanolo aumenta il "firing" ( comunicazione) dei neuroni dopaminergici nella VTA e ciò produce un aumento della concentrazione extracellulare della dopamina nel NAC; dunque il consumo di alcol diventa una "cura" autoindotta. Chi, di contro, non ha uno scompensato sistema mesolimbico ottiene solo sedazione dal consumo di alcol.

 

Serotonina

L'etanolo ha un effetto bifasico sui livelli di serotonina; nelle prime fasi sembra aumentarlo, nella fase seguente lo abbatte. L'abuso di alcol comporta uno stato di depressione dei livelli di serotonina nella VTA causato dall'aumento periferico del metabolismo dell' L-Triptofano; comportamenti aggressivi, depressione sono solo alcuni dei risultati di un deficit di 5HT ( serotonina).
Il malessere del giorno seguente sembra anche essere causato da questa sua azione sulla serotonina; 50mg di 5-idrossi-triptofano appena alzati potrebbero migliorare un poco la situazione.

 

GABA

Acronimo di " acido-Gamma-aminobutirico" è la primaria via di inibizione del sistema nervoso centrale. L'alcol potenzia l'attività del GABA sui suoi recettori, ma anche qui troviamo una situazione bifasica; a basse dosi l'etanolo previene l'inibizione del GABA sugli interneuroni dopaminergici della VTA inducendo, grazie al rilascio di dopamina, eccitazione ed euforia; a dosaggi elevati invece comporta una forte inibizione sul SNS (sistema nervoso simpatico) dando effetti sedanti, ipnotici ed ansiolitici.


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Laureando in scienze motorie, studente ISSA in attesa di certificazione come personal trainer (CFT2)
antorubbinonull@nullvirgilio.it


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