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L’obesità ha raggiunto cifre allarmanti e non sembra fermare la sua avanzata. I dati della International Obesity task Force non sembrano lasciare dubbi neppure nel nostro paese: 1 bambino su 3 tra i 6 e gli 11 anni( pari a circa 1,1 milioni) ha problemi di obesità o sovrappeso.

Il problema italiano, ma purtroppo anche internazionale, è l’eccesiva attenzione posta verso le breaking news, le notizie che fanno audience e scalpore e verso i giornali scandalistici che per ogni notizia gonfiano un caso fino a farlo diventare quasi un evento internazionale di stato. Lo si è viso in molti campi e lo si vedrà ancora a lungo. Non ci sarebbe nulla di male se ciò non sminuisse le notizie veramente importanti, mettendole invece sullo stesso piano di quelle che possono essere considerate considerazioni da tempo libero, e quindi eliminandole dalle preoccupazioni dei cittadini.

Tra queste, due notizie allarmanti, ma che continuano a passare in secondo piano, sono l’epidemia di mancanza cronica di vitamina D e l’epidemia obesità.

 

L’obesità ha raggiunto cifre allarmanti e non sembra fermare la sua avanzata.

I dati della International Obesity task Force non sembrano lasciare dubbi neppure nel nostro paese: 1 bambino su 3 tra i 6 e gli 11 anni( pari a circa 1,1 milioni) ha problemi di obesità o sovrappeso.

Non ci rendiamo conto del grave problema che abbiamo sotto gli occhi tanto è vero che quando parliamo di obesità ci riferiamo sempre agli Stati Uniti, come se nell’immaginario popolare quello fosse il paese dei “ciccioni, dato che nella loro cultura ci sono solo fast-food”, mentre il nostro paese è immune da tutto ciò, dopotutto siamo la culla della civiltà e della dieta mediterranea.

Il problema è che anche in Italia l’obesità non conosce ostacoli, e questo principalmente per due motivi:

la dieta mediterranea non è detto sia la migliore per dimagrire( se pensiamo al cuore può essere valida, ma fino ad un certo punto) e c’è da ricordare che come dieta ha dato il meglio di sé nelle generazioni passate, quando l’attività fisica nei campi( lavoro contadino) e nei trasporti( bicicletta o camminare) era ai massimi livelli al giorno d’oggi ci si è discostati troppo da questa dieta anche nel nostro paese Ma anche qui in questo connubio di cause ci focalizziamo sempre e solo sul cibo, mentre il vero colpevole ignorato è l’attività fisica, nonostante sorgano palestre in ogni angolo della città.

Che il problema maggiore sia lo scarso movimento lo si può vedere nelle generazioni di bambini che stanno crescendo, dei veri e propri” handicappati motori”. Lo si può riscontrare nel fatto che non sono più flessibili. Il classico test di toccare terra con le mani allungando la catena posteriore è diventato un’impresa quasi impossibile per la maggior parte di loro ed il sentirsi rispondere come causa della loro inefficienza “ Sono sempre stato poco flessibile” è la testimonianza che il loro cervello è stato intasato da informazioni fuorvianti.

Lo si può vedere perché sono sempre più immobili, non hanno più potenza nelle gambe, dato che i genitori fanno di tutto per tenerli a casa tutto l’anno( paura di un po’ di freddo?) per poi mandarli ai Centri Ricreativi Estivi per avere testimonianza della loro inefficienza motoria.

 

Lo si può vedere perché sono sempre più lontani da quello che sono stati geneticamente costruiti per fare: camminare, correre, saltare.

Ma il problema non è imputabile a loro, anche se loro ne subiranno inevitabilmente tutte le conseguenze, ma a tutti coloro che stanno loro attorno.

I genitori sono i primi che andrebbero educati nel vedere non solo quello che è più opportuno per loro, ma anche ciò che è meglio per i propri figli. I genitori si compiacciono nell’assecondare i figli in tutte le loro golosità, si preoccupano quando mangiano poco e sono contenti quando mangiano tanto( “ Serve loro per crescere, quando diventeranno alti tutto il grasso si assottiglierà” sono le principali scuse dei genitori, in verità sono solo il primo passo che porterà il figlio ad avere problemi in età adulta).

Bisogna perciò portare i genitori a capire cosa sia veramente l’alimentazione sana per il bambino. Molto spesso i genitori adottano la loro dieta esagerata con i propri bambini, facendo loro più male che bene.

E’ ben noto che nei primi due anni di vita si segna il destino metabolico del bambino. E’ questo il momento in cui un’iperalimentazione, oltre a causare un aumento di volume delle cellule adipose, nota come ipertrofia cellulare, determina anche un aumento del loro numero, iperplasia. Da questo momento in poi il numero delle cellule adipose non si potrà modificare, portando il bambino ad essere un probabile obeso da grande.

Quando il bambino entrerà nell’adolescenza, incominciando a staccarsi dal controllo dei genitori ed essere più indipendente almeno dal punto di vista alimentare, avrà la reazione uguale e contraria e spingerà il suo corpo verso stress dietetici che possono portare ad anoressia o bulimia( soprattutto nelle ragazze). Se invece con tacita rassegnazione accetterà la sua vita da obeso avrà conseguenze emozionali, sociali e psicosociali che lo porteranno ad essere vittima del bullismo in ambito scolastico, in preda a conseguente depressione per mancata accettazione sociale, scarsa autostima e probabile autoemarginazione e propensione ad alcol e sigarette.

Questi sono i due estremi a cui la cattiva alimentazione impartita dai genitori può portare, ovviamente non tutti finiscono in questi due esempi di baratro, ma si nota da studi scientifici che sempre più persone hanno la vita segnata sin dalla giovane età.

I politici andrebbero educati a fondo perché sembra sempre che a parole siano disposti a fare di tutto, ma poi alla prova dei fatti convergono sempre verso i propri interessi elettorali.

Il problema non è più solo la causa dell’obesità, ma anche il loro immobilismo decisionale di fronte ai cambiamenti repentini della nostra società.

I ragazzi non giocano più in strada perché le strade non sono più idonee a questo, sono diventate specie di autostrade per ragazzi che preferiscono restare rintanati nelle loro case di fronte alla televisione o giocare con i videogames. E’ stato notato da uno studio americano che chi sta più di 80 minuti seduto di fronte alla televisione ha un maggiore rischio di diventare obeso.

I campi di calcio o calcio a cinque sono solo fonte di guadagno per chi li gestisce e quindi non possono essere sfruttati da tutti, ma devono essere pagati a peso d’oro.

I parchi sono anche peggio, visto che all’entrata immancabilmente viene spiaccicato in faccia al ragazzo un cartello con tutti i divieti. E’ diventato tutto tranne che un luogo dove ci si può rilassare e giocare. Ed è per questo che sono frequentati poco dai ragazzi grandi: ci sono solo giochi e scivoli per bambini, massimo 6-8 anni, per invogliare a fare del movimento a chi farebbe movimento anche in una stanza di un metro quadrato. Il guaio è che in questo modo si allontanano tutti gli altri dal praticare attività fisica.

Una soluzione le cui testimonianze più appariscenti si possono vedere in Svizzera è costituita dal percorso vita, che si è dimostrato il sistema più semplice e pratico per indurre le persone di ogni età a fare attività fisica, ognuna ovviamente secondo le proprie possibilità, il sistema più ecosostenibile per un parco ed il sistema più invitante per fare palestra all’aperto, nel rispetto del verde. Purtroppo il percorso vita è sempre una buona proposta sulla carta, ma sempre scarsamente “elettorabile” per i politici. E quindi è sempre una grossa incognita nei piani regolatori cittadini, la prima idea che viene puntualmente scartata nei tagli al bilancio.

 

Il problema chiave è quello di cambiare la mentalità sia a chi governa sia a chi è governato.

L’attività fisica è ciò per cui l’uomo è stato creato. Noi vediamo atleti che compiono gesti strabilianti e pensiamo a loro come dei superuomini, ma in realtà loro sono quello che è geneticamente definito la norma, mentre tutto il resto della società che trascorre il proprio tempo ad osservarli è sotto gli standard atletici.

L’attività fisica comporterà sacrificio e sudore, rinunce e sforzi per tutti( anche per coloro che già sono propensi ad essa), ma poi diventerà una regola di vita. E’ come una dieta, se troppo drastica può portare subito all’abbandono, ma se è graduale può essere mantenuta a lungo.

Non fidatevi di tutti gli imbonitori che presentano prodotti che danno risultati “ senza sacrificio” e “ senza fatica” perché, a meno che non si tratti di qualche operazione chirurgica, il corpo richiede dedizione e fatica sin dall’inizio.

E l’attività fisica è quello che serve alle persone racchiuse n ella loro sedentarietà cronica, per salvare il corpo umano da tutti i problemi legati ad obesità, sindrome metabolica e mali vari. Ovviamente il principio cardine è la progressione( non pensiamo di trasformarci da pantofolai da televisione in superatleti nel giro di un mese!)

Per questo che l’attività fisica, accompagnata da una buona e sana alimentazione, va analizzata come aspetto culturale di una società e non solo come tempo libero.

E dall’analisi di questa ultima argomentazione si può deviare verso progetti passati e futuri.

Ritornando con la memoria al passato possiamo dire che il progetto dei “Giovani Balilla” di età fascista aveva portato smilzi giovani a diventare forti ed atletici, indipendenti fisicamente.

Sembra che al giorno d’oggi, ipertecnologico, culturalmente avanzato e post moderno, quando si parla di Fascismo si debba essere costretti a correlarlo sempre con aggettivi negativi e dispregiativi. Ad un’analisi indipendente si può evincere invece che nel periodo in cui è rimasto al potere ha fatto sicuramente qualcosa di buono( istituzione dei giovani Balilla, bonifica dell’Agro Pontino, indipendenza agricola) ed ha fatto anche qualcosa di disprezzabile ed orribile( che tutti noi tragicamente conosciamo).

Due facce di una stessa medaglia.

Ma se si riuscisse a guardare con distacco alle opere buone fatte in passato e guardare con vivo interesse anche a quello che avviene oltre confine senza giudicarlo sempre con disprezzo perché noi siamo il paese numero uno, allora sarebbe più semplice mettere in atto opere concrete ed efficaci per tutta la popolazione.

 

Quindi si ritorna al problema principale: la mentalità.

Basta vedere cosa succede nel resto d’Europa. Un recente viaggio a Valencia mi ha permesso di scoprire il Parco Gulliver, luogo di aggregazione per bambini e ragazzi festanti, con intrattenimento di giochi e spettacoli. Tutto nel pieno rispetto civile e consapevole che i suddetti giochi( non più solo semplici altalene o scivoli)sono un patrimonio di tutta la società e non piuttosto una valvola di sfogo per teppisti squattrinati sotto l’occhio impotente delle amministrazioni comunali.

L’Italia pensa di essere al passo con i paesi anglosassoni dal punto di vista del fitness solo perché anch’essa possiede palestre in abbondanza, case costruttrici di macchinari, facoltà di Scienze motorie piene. La differenza è che la popolazione ha una mentalità diversa, non rivolta a ciò che è effettivamente funzionale per il corpo, non rivolta alla consapevolezza che i risultati si ottengono con sacrificio e pazienza, partendo dalla tenera età con programmi culturali, fisici e nutrizionali appropriati, appoggiati dal governo e dalle istituzioni e messi in pratica dai genitori ed enti formativi.

In Italia invece tutto sembra affidato al caso, mentre le conseguenze di queste scelte sbagliate vengono trattate come vere e proprie urgenze per sentirsi a posto con la propria coscienza. Fintanto che non si andrà alla radice del problema, il problema continuerà ad esistere.

  • E l’ostinazione di pochi non è ancora riuscita a scalfire la fermezza dei molti.
  • Per questo che le tenebre dell’obesità caleranno sulla popolazione in modo sempre più preoccupante.
  • La Campania ha il tasso di obesità più alto in Europa.
  • In Italia 1 bambino( 6-11 anni) su 3 ha problemi di obesità e sovrappeso.
  • In Italia il 36% dei bambini è sovrappeso. Di questi il 10% è obeso.
  • Le morti legate al sovrappeso ed obesità sono state 2,5 milioni nel 2002 con una stima di 5 milioni annui nel 2020.
  • L’Obesità in Italia era il 5% 10 anni fa, oggi è il 10%.( solo 1% è obeso per malattie determinate da disfunzione endocrina)
  • Nel 2003 sono state operate 3000 persone.
  • La spesa media per malattie legate all’obesità è 22 miliardi annui
  • Il resto del mondo può avere fattori diversi che influenzano obesità, noi dobbiamo pensare ai nostri.

Fonte: International Obesity Task Force 

 

REGIONE % POPOLAZIONE OBESA % POPOLAZIONE OBESA
  UOMINI DONNE
TRENTINO ALTO ADIGE 13 16
FRIULI VENEZIA GIULIA 25 17
VENETO 16 17
EMILIA ROMAGNA 19 25
VALLE D’AOSTA 20 18
PIEMONTE 12 18
LIGURIA 16 19
LOMBARDIA 17 17
TOSCANA 15 19
MARCHE 13 15
UMBRIA 23 21
LAZIO 16 19
CAMPANIA 18 33
ABRUZZO 18 30
CALABRIA 24 38
MOLISE 31 23
PUGLIA 16 34
BASILICATA 34 42
SICILIA 31 31
SARDEGNA 16 14

Fonte: Progetto cuore, Istituto Superiore della Sanità


Sono sempre stato fortemente appassionato di fitness e forma fisica. Quello che ho sempre ricercato nelle persone ed in primis in me stesso non è mai stata l’edonistica consacrazione della muscolatura fine a se stessa, ma la forma fisica funzionale per l’attività specifica che ciascuno di noi si prefigge di svolgere. Questo è il motivo principale che mi ha avvicinato a discipline orientate maggiormente allo sviluppo della forza funzionale e della preparazione atletica sportiva.

Anche se, leggendo le mie certificazioni, potrebbe risultare strana una laurea in Scienze Politiche in realtà tutto, a livello inconscio, come pezzi di un mosaico alquanto discordanti, con l’andare del tempo ha cominciato ad incastrarsi per raffigurare un progetto quantomeno ambizioso, ma sicuramente gratificante nei risultati: divulgare i benefici dell’attività fisica presso la popolazione italiana, a tutti i livelli.

Ho vissuto mesi negli Stati Uniti ed ho avuto modo di incontrare svariate tipologie di persone: dalle persone semplici agli atleti, dai bodybuilders ai fanatici della corsa, alle persone ormai disilluse dall’attività fisica tanto quanto dalla loro volontà di migliorare la forma fisica attraverso la programmazione ed il sacrificio.
Il portare modelli positivi americani ed adattarli alle abitudini italiane cercando di smuovere le persone dalle sabbie mobili di una cultura non ancora incentrata sul vero focus dell’attività fisica ma più sulle mode del momento, è un progetto che mi sono proposto di attuare sin da quando mi trovavo in USA, tramite collaborazioni a livello locale con palestre e collaborazioni a livello nazionali con enti politici.

Penso che affrontando tutte le situazioni con entusiasmo e forza di volontà risulti la strategia giusta per superare le problematiche: la vita in palestra, il cercare di superare sempre i limiti imposti dalla nostra mente e dal nostro corpo, penso sia formativa anche per affrontare e superare con la giusta determinazione i problemi della vita.
Molti vedono i body builders come uno stereotipo di uomo imbottito di droghe e steroidi, non sapendo che molte delle conoscenze in campo alimentare vengono dal loro mondo( in collaborazione con nutrizionisti) e che lo spirito con cui affrontano la sessione in sala pesi dovrebbe essere preso ad esempio da tutti per affrontare i problemi quotidiani.

Il mio obiettivo finale dal punto di vista fisico è il benessere fisico e mentale, ottenuto mixando allenamenti mirati allo sviluppo delle abilità necessarie per affrontare la vita quotidiana con elementi di relax e postura per tentare di recuperare il corpo dalla fatiche e dai mali della vita sedentaria, abbinato a conoscenze in ambito alimentare per disintossicare l’organismo dalla cultura dell’eccesso che una inadeguata conoscenza ed una mala pubblicità minano sempre più alle radici.

Quello che voglio è che le persone si sentano soddisfatte del loro corpo e preparate fisicamente e psicologicamente per affrontare la nostra società.

 

Attività lavorativa

  • Lavoro attivamente presso la palestra Virgin Active di Brescia
  • Collaboro con siti internet per la divulgazione di informazioni riguardanti i benefici dell’attività fisica, allenamenti, integrazione
  • collaboro con negozi di integratori per diffondere il giusto utilizzo di integratori nella vita quotidiana come risposta ad una mancanza di macronutrienti e micronutrienti essenziali nel corso della stressante vita lavorativa
  • Mi alleno sempre, cercando di fondere le varie discipline in un unico disegno motorio atto a rendere il corpo una macchina funzionale ed in salute
  • Studio come preparatore atletico in previsione di avere la possibilità di allenare atleti( vera e propria fonte di continue scoperte)

 

Titoli e diplomi

  • Laurea in Scienze Politiche ad indirizzo economico presso l’Università degli studi di Milano anno 2004
  • Diploma A.F.B.B.-Associazione fitness e body building- come istruttore di fitness a Milano anno 2007
  • Diploma NPTI- National Personal Training Institute- come personal trainer a Orlando, USA anno 2008
  • Certificazione NSCA-CPT – National Strength and Conditioning Association, Certificated Personal Trainer- come personal trainer riconosciuto a livello internazionale, Orlando,USA anno 2008
  • Certificato di frequenza seminario Velocity Sport Performance- la preparazione atletica, Orlando anno 2008
  • Partecipazione al congresso “ Nutrizione ed attività fisica” Rimini 2008
  • Partecipazione al Master V-Trainer della Virgin Active con la qualifica per lavorare come personal trainer all’interno dei club Virgin Active, Milano 2008
  • Partecipazione al master ATP Formazione “ I Kettlebells”, Roma 2008
  • Partecipazione al master ATP Formazione “ le patologie del piede”, Firenze 2008
  • Partecipazione al master di Fit Education “ Rebound”, Firenze 2008
Fit & Performance, Personal Trainer
a.gravanull@nulllibero.it


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