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La proposta, di questo studio era esaminare gli effetti, di una dieta a bassi/medi/alti livelli di grassi alimentari sulla performace ed il metabolismo di runners allenati.

Horvath, P.J., Eagen, C.K., Fisher, N.M., et al., "The Effects of Varying Dietary Fat on Performance and Metabolism in Trained Male and Female Runners," Journal of the American College of Nutrition, 19(1), 2000, pages 52-60.


Riassunto: le seguenti informazioni sono pubblicamente reperibili sulla banca dati di Pub Med.

La proposta, di questo studio era esaminare gli effetti, di una dieta a bassi/medi/alti livelli di grassi alimentari sulla performace ed il metabolismo di runners allenati.
Dodici uomini e tredici donne, i quali correvano una media di 42 miglia a settimana, consumarono una dieta low-fat (con pochi grassi) al 16% di grassi alimentari sul computo calorico totale, per quattro settimane.
Successivamente, passarono tutti ad una dieta a medio contenuto di grassi (medium-fat), composta al 31% da grassi,per altre quattro settimane. Un sottogruppo di sei uomini e sei donne, seguì invece una dieta high-fat (con molti grassi), contenente il 44% di grassi alimentari sempre per un periodo di quattro settimane.

Alla fine di ogni periodo di dieta, i partecipanti allo studio, furono testati per la resistenza e il massimo consumo di ossigeno (la maggior quantità di ossigeno consumato in un minuto). I livelli sierici di lattato, piruvato, glucosio, glicerolo, trigliceridi e acidi grassi liberi (FFA Free Fatty Acids) furono misurati prima e dopo questi test.

I runners che seguivano la dieta low-fat, consumarono il 19% in meno delle calorie, rispetto agli altri gruppi di controllo non ostante, sarebbe stato meglio avere, gli stessi livelli calorici in tutti mi gruppi di controllo.


La percentuale di grasso corporeo, il peso, il consumo massimo di ossigeni e la capacità anaerobica non è stata modificata dalle manipolazioni dei grassi alimentari assunti.

I runners che aumentarono l'introito lipidico, dal 16% al 31% aumentarono il tempo di resistenza del 14%. Non fu osservata alcuna differenza nei livelli ematici di lattato, glucosio, glicerolo, trigliceridi e acidi grassi, comparando il gruppo low-fat con quello medium-fat. Coloro che aumentarono l'introito di grassi fino al 44% avevano maggiori livelli ematici di piruvatoe livelli più bassi di lattato dopo la prova di endurance. I ricercatori conclusero che una dieta high-fat (con molti grassi alimentari) che nfornisca abbastanza calorie non può andare a inficiare la performance anaerobica.

Commento: le seguenti informazioni sono scritte da esperti Atkins
Le scoperte di questa ricerca possono essere applicate al principio Atkins di Buona Salute.
Controllare il proprio introito di carboidrati, può migliorare la performance sportiva. Molti atleti esitano a provare approcci a basso tenore di carboidrati e con alti livelli di grassi, per paura di compromettere la performance. Le paure più comuni riguardano la possibilità di guadagnare massa grassa e/o di non riuscire a utilizzare i grassi, come combustibile, altrettanto bene rispetto ai carboidrati.

Questo studio smentisce queste credenze. Gli atleti di endurance che consumavano più grassi non guadagnarono peso ne grasso. Il loro consumo di ossigeno e la loro performance anaerobica, non fu minimamente compromessa. I runners che assumevano più grassi, in questo studio, dimostrarono addirittura di ottenere migliori tempi di endurance.


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