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Doping è un termine inglese ormai entrato nell’uso corrente per indicare la somministrazione o l’assunzione illegale di droghe per aumentare le energie psicofisiche e quindi il rendimento in competizione

Doping è un termine inglese ormai entrato nell'uso corrente per indicare la somministrazione o l'assunzione illegale di droghe per aumentare le energie psicofisiche e quindi il rendimento in competizione. Non sempre c'è una corretta informazione sui reali rischi dell'uso di tali sostanze. Ecco quali sono.

Citando letteralmente la legge N.376 del 14 dicembre 2000, "costituiscono doping la somministrazione di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche".
Secondo le più recenti norme antidoping internazionali sono cinque le classi di sostanze proibite: 

  1. stimolanti,
  2. narcotici,
  3. agenti anabolizzanti,
  4. diuretici,
  5. ormoni peptidici
  6. glicopeptidici.

Le classi di sostanze soggette a restrizioni invece comprendono: alcool, marijuana, anestetici locali, corticosteroidi, beta bloccanti. Due inoltre sono le pratiche proibite: doping ematico, manipolazione farmacologica chimica e fisica.

 

Stimolanti

Appartengono a questa categoria sostanze come l'anfetamina, l'efedrina, la caffeina, solo per citare le più note. Anche la cocaina rientra in questa categoria sebbene non ci sono prove relative ad una sua azione sulla forza o resistenza, comunque è un potente euforizzante.  Agendo su organi diversi, queste hanno la capacità di stimolare il nostro organismo, alterando per esempio il ritmo sonno/veglia, aumentando l'attenzione, la reattività,
la tolleranza alla fatica, la soglia del dolore e così via.

Alcune di queste sostanze, come la caffeina, vengono utilizzate quotidianamente, mentre altre, come i broncodilatatori, sono usate per patologie estremamente comuni, quindi per queste l'uso diventa vietato solo in base alla quantità utilizzata. La quantità lecita non deve essere superiore nelle urine alla concentrazione di 12 microgrammi per millilitro (ottenibile solo con assunzioni farmacologiche essendo pari a 8 tazzine di caffè e più).

Alcuni farmaci antidolorifici contengono caffeina e sono stati talvolta responsabili di positività ai controlli antidoping; ad esempio l'uso di broncodilatatori è concesso a scopo terapeutico a patto che prima della competizione l'Autorità medica venga avvisata per iscritto.
È importante sottolineare come alcune sostanze, le anfetamine, abbiano azioni che vengono amplificate da alcune varianti chimiche. Alcuni anni fa, per esempio furono ritenute responsabili del decesso di un ciclista, in quanto, alterando la dinamica del termostato che regola la temperatura corporea, portarono ad un colpo di calore in una giornata dove le condizioni climatiche non permisero all'organismo la dispersione di una sufficiente quantità di calore.
Tra gli altri effetti collaterali vanno riportate insonnia, confusione, aggressività palpitazioni aritmie cardiache; inoltre la sospensione può dare astinenza.

 

Narcotici

Tra questi vanno citati morfina, metadone ed eroina. Hanno azione analgesica e quindi alzano la soglia del dolore, danno come rischio più grosso la dipendenza.
Possono essere assunti per via sottocutanea o intramuscolare ma anche attraverso la mucosa nasale o gastrointestinale; i loro cataboliti vengono facilmente ritrovati nelle urine. Si legano ad alcuni recettori cerebrali danno analgesia, euforia, sedazione, depressione del respiro; non hanno effetti significativi su cuore e pressione.

 

Anabolizzanti

In questa classe rientrano gli steroidi anabolizzanti androgeni e i beta-2 agonisti. Gli steroidi anabolizzanti sono un gruppo di farmaci che agiscono in modo simile al più potente ormone maschile, il testosterone.
Nell'uomo questo è sintetizzato per il 95% dal testicolo e per il 5% dalle ghiandole surrenali; nella donna, invece, in quantità nettamente inferiore dal surrene e dall'ovaio. Ha un'importante azione proteico-anabolica, non a caso in alcune pratiche sportive la differenza nelle prestazioni in termini di resistenza e forza tra i due sessi è evidente.

Il testosterone viene metabolizzato nel fegato e escreto nelle urine. Assunto per bocca viene assorbito rapidamente, ma poi trasformato in metaboliti inattivi e solo per 1/6 rimane efficace. Perciò viene generalmente assunto per via intramuscolare.
L'effetto anabolizzante proteico è sfruttato nella pratica sportiva per aumentare la massa muscolare e talvolta anche l'aggressività, questo però a prezzo di numerosi effetti collaterali come: arresto della crescita (quindi bassa statura negli adolescenti), ipertensione e rischio di infarto del miocardio, infertilità e impotenza, stati ansiosi maniaco-depresivi, acne e alopecia, mascolinizzazione irreversibile nella donna, ginecomastia e alterazioni del timbro di voce.
Purtroppo la conoscenza di questi effetti tossici non ha bloccato l'utilizzo di queste sostanze spesso accessibili anche nelle palestre attraverso un commercio non ufficiale.

 

Diuretici

Queste sostanze aumentano la diuresi e l'eliminazione di acqua e sali dal corpo. Vengono solitamente impiegate dagli atleti per mascherare la presenza di altre sostanze illegali. Alcuni li utilizzano per perdere rapidamente peso e quindi rientrare in determinate categorie.
Tra gli effetti collaterali vanno citati: ipertensione severa con rischio di collasso, ipokaliemia con rischio di arresto cardiaco, insufficienza renale ed epatopatie.

 

Ormoni peptidici

Sono tutte sostanze capaci di intervenire pesantemente sul metabolismo dell'uomo. L'ormone della crescita (detto anche GH), per esempio, dal punto di vista del doping è utilizzato per la sua influenza sul metabolismo proteico, lipidico e glucidico: esplica un effetto lipolitico e anabolizzante attraverso sostanze note come somatomedine, é però efficace solo nei soggetti con reale deficit dell'ormone.
La gonadotropina corionica, invece, estratta dalla placenta umana, si usa per rimediare agli scompensi indotti dell'uso cronico di anabolizzanti, ma può dare come effetti collaterali ginecomstia, emicrania e depressione.

Sicuramente l'ormone più noto e colpevole di aver destato maggior scalpore è l'eritropoietina. Sintetizzato dai reni, e in minor misura anche dal fegato, l'EPO modula la produzione di globuli rossi e controlla l'ematocrito. Quindi, aumentando il numero di globuli rossi, l'atleta aumenta la disponibilità di ossigeno, migliorando le prove di resistenza nelle quali conta il metabolismo aerobico, cioè quello in cui l'ossigeno viene costantemente bruciato insieme alle sostanze energetiche.

L'atleta può così aumentare il proprio ematocrito assumendo l'EPO, oppure utilizzando trasfusioni di sangue o, ancora, passando un certo periodo in camere ipobariche dove la pressione parziale di ossigeno è più bassa. Ma l'aumento di ematocrito comporta anche un aumento della viscosità del sangue e questo espone l'atleta a un maggior rischio di incidenti cardiovascolari come la trombosi.

Infine con il termine "metodi proibiti" si intendono il doping ematico cioè l'utilizzo di sangue o emoderivati prelevati in periodo non agonistico, per poi essere riutilizzati nell'immediato pre-gara e la manipolazione farmacologica, cioè l'utilizzo di sostanze che alterano l'integrità dei campioni di urina utilizzati nei controlli.

 

...continua con la seconda parte


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Istruttore di Fitness e Bodybuilding diplomato FIF, associato EFA.
Esperto in tecniche per l'ipertrofia e per il dimagrimento, cardio-fitness, preparazione atletica e supplementazione.
Specializzato con master in Personal Training, Circuit Training, Supplementazione e Integratori, Ormoni e Doping, Riabilitazione della spalla e del ginocchio, Trattamento Low Back Pain.
- Come Personal Trainer collabora con privati e atleti professionisti, come consulente tecnico-gestionale collabora con associazioni sportive e network di centri wellness.
- Come giornalista scrive articoli e guide per le principali riviste di settore ed è autore di vari libri sull'alimentazione per lo sport e diverse guide all'allenamento.
Istruttore di Fitness e Bodybuilding diplomato FIF, associato EFA.
Esperto in tecniche per l'ipertrofia e per il dimagrimento, cardio-fitness, preparazione atletica e supplementazione.
Specializzato con master in Personal Training, Circuit Training, Supplementazione e Integratori, Ormoni e Doping, Riabilitazione della spalla e del ginocchio, Trattamento Low Back Pain.
- Come Personal Trainer collabora con privati e atleti professionisti, come consulente tecnico-gestionale collabora con associazioni sportive e network di centri wellness.
- Come giornalista scrive articoli e guide per le principali riviste di settore ed è autore di vari libri sull'alimentazione per lo sport e diverse guide all'allenamento.

carlo.stratinull@nullcorporis.it


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