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La chetogenesi è un processo dell'organismo per cui in assenza di carboidrati vengono usati gli acidi grassi per produrre energia. Si assumono non più di 1000 Kcal/die e già a partire dal quarto giorno i corpi chetonici vincono la competizione col glucosio e si smette di avere fame.

I disagi che attanagliano gli atleti in fase di preparazione di una gara sono banalmente due: la fame e la stanchezza.

Il body building impone cali ponderali spesso molto drastici. Le cause sono varie: tra le più frequenti, esulando dai ritardi sulla tabella di marcia, cito gli errori nelle prime fasi di dimagramento, correlati alla voglia di perdere peso in fretta, ad i quali consegue un adeguamento metabolico.Giunti in vista della gara (oppure dell'esibizione), riuscire a strappare gli ultimi chili senza perdere massa magra e tonicità muscolare può essere un ostacolo insormontabile.

A mio modesto avviso, l'unico modo per uscirne è la dieta proteica, intesa come quasi totale astinenza da zuccheri, sia semplici che complessi. Tale metodica alimentare, pur se estrema, fa fronte egregiamente al rallentamento metabolico conseguente alla prolungata, errata e repentina astinenza dal cibo ed è un buon sistema per vincere la fame e la miastenia.Quando ero studente in biologia (ho una formazione zoologica) mi chiedevo come facessero i ghepardi a raggiungere velocità da automobile anche dopo cinque giorni di digiuno. La risposta sta nel meccanismo biomolecolare che prende il nome di chetogenesi.

Eliminare per un breve periodo quasi del tutto gli zuccheri e più in generale tutti gli alimenti a varia misura glicemizzanti, abbatte la produzione di insulina. Ciò ha come conseguenza il blocco dell'ingresso del glucosio all'interno delle cellule, inducendo queste ad attivare la lipolisi: in pratica, ad attingere alle riserve endogene. Parte degli acidi grassi ridotti a gruppi acetilici non sono convertiti immediatamente in energia, ma sono trasformati in "droghe": diventano i corpi chetonici.

 

I corpi chetonici

Sono tre: acetone, acido acetoacetico ed acido beta-idrossibutirrico. Come il loro precursore, sono utilizzabili per produrre energia e, per questo motivo, sono trasferiti dal fegato a tutti i distretti corporei. Il cuore, ad esempio, brucia grandi quantità di queste molecole con finalità cataboliche. Il vero motivo per il quale il corpo sintetizza i corpi chetonici è però un altro ed ha a che fare con meccanismi di sopravvivenza più sottili: queste molecole sono anoressizzanti ed euforizzanti molto efficaci. Ecco perché il ghepardo riesce ad esprimere una caccia performante anche se è a digiuno da giorni. Quando non esistesse questo meccanismo difensivo, si instaurerebbe un circolo vizioso per il quale nel giro di poco tempo l'animale sarebbe tropo debole (e troppo affamato) per provvedere alla predazione.

Si potrebbe obiettare che i corpi chetonici siano pericolosi, per via della loro capacità di acidificare il sangue: i medici chiamano questo fenomeno (patologico) chetoacidosi ematica.  E' opportuno quindi tenere sotto controllo il livello di queste molecole. L'unico sistema noto è agire sull'insulina endogena: essa non deve scendere sotto ad un livello critico. L'insulinemia è direttamente proporzionale alla glicemia: quando la seconda scende, scende la prima, quando la seconda sale, sale la prima. Ad evitare l'eccessiva ipoglicemia ci pensa, da un lato, il metabolismo e dall'altro il buon senso.

Il metabolismo attua una catena di reazioni enzimatiche nota come gluconeogenesi, finalizzata a produrre glucosio a partire da precursori non saccaridici, come piruvato, lattato, glicerolo e amminoacidi.  Il buon senso impone invece di consumare giornalmente 50g di carboidrati. Non di più, però!In questo modo, complice anche il rilascio di ioni ammonio a seguito del metabolismo gluconeogenetico delle proteine, l'organismo riesce a controllare la chetoacidosi.

 

Metodo Blackburn

I primi giorni di questa dieta, nota come metodo Blackburn, sono terribili: si assumono non più di 1000 Kcal/die, quasi tutte sottoforma di proteine. Già a partire dal quarto giorno, però, i corpi chetonici vincono la competizione col glucosio e si smette completamente di avere fame. Ci si scopre euforici, allegri e pieni di energie e spariscono i disagi dei primi giorni: primo tra tutti il mal di testa, che si manifesta proprio a causa del "conflitto" di cui sopra.Fondamentale in questo tipo di dieta è la supplementazione (badate bene: non la complementazione) con minerali (Potassio, Sodio, Calcio, Magnesio) e vitamine. In quali dosi? Non sono medico e non posso suggerire dosaggi: quest'articolo ha il solo scopo di fare informazione scientifica. Chi volesse approcciarsi a questa dieta è obbligato a rivolgersi ad un dietologo qualificato.

Poc'anzi contrapponevo la supplementazione alla complementazione. Quest'ultima indica l'integrazione parziale di minerali e micronutrienti nella dieta quando, a seguito di stress o di un impoverimento alimentare, è necessario incrementarne le dosi. La supplementazione indica invece un'integrazione totale dei medesimi: non poter assumere glucosio implica non poter assumere molti cibi e, di conseguenza, i minerali e le vitamine in essi contenuti.

Ciò per dire che, nel caso della dieta proteica, le quantità di micronutrimenti da assumere sono più elevate, rispetto alla normale integrazione. Essendo la compressa o la bustina l'unica fonte ammessa, l'incremento a cui alludo non deve però spaventare.Pongo ora l'attenzione sul rispetto della dieta e delle quantità. Esso è fondamentale: uno "sgarro", anche se piccolo, anche se solo di poche calorie, causa un immediato picco glicemico. L'atleta sta abituando il proprio corpo a livelli glicemici molto bassi e basta pochissimo per far schizzare in alto la glicemia. Risultato: dopo dieci minuti l'atleta svuota il frigo e la dispensa.

E' altrettanto importante stare attenti ai particolari: da evitare assolutamente sono le bevande zuccherine, l'aceto balsamico, ma anche i dolcificanti in bustina (non contengono solo aspartame, ma anche fruttosio o maltodestrine). In pratica, bisogna rifuggire da tutto ciò che abbia una percentuale di zuccheri, anche se minima. Vanno bene le bevande a zero calorie ed i dolcificanti in gocce od in compresse.Le verdure a foglia e quelle non glicemizzanti (consultare le apposite tabelle) sono consumabili a volontà.

 

La dieta sempre monitorata da un professionista

Stando alla mia esperienza, i medici che prescrivono il protocollo Blackburn sono numerosi ed in aumento. Non tutti sono dietologi: molti sono medici estetici o chirurghi plastici, ma anche endocrinologi. Come già scrissi, il controllo di un medico è fondamentale per chi intende fruire di questo metodo dimagrante. Il fai-da-te, bene che vada, porta a fallire nell'intento di dimagrire (e di conseguenza anche la gara); male che vada, invece, può comportare gravi rischi per la salute. Quando però la dieta fosse monitorata da un professionista abilitato all'esercizio della professione medica e quando il protocollo fosse rispettato alla lettera, l'atleta riuscirà a perdere i chili di troppo preservando la propria massa magra, trovando le energie per allenarsi senza l'ausilio dei deleteri eccitanti e non avvertendo fame.


Biologo e scrittore
pasquale157null@nulllibero.it


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