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È l’esercizio “principe” in palestra, tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo utilizzato questo magnifico esercizio. Vediamo però se lo squat può essere un esercizio alla portata di tutti oppure occorre fare alcune considerazioni prima di proporlo ai nostri clienti.

È l’esercizio  “principe” in palestra, tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo  utilizzato questo magnifico esercizio.  Vediamo però se lo squat può essere un esercizio alla portata di  tutti oppure occorre fare alcune considerazioni prima di proporlo ai nostri  clienti.

Partiamo  dall’appoggio del bilanciere sulla parte alta dei trapezi, possiamo subito  notare che per posizionare correttamente il bilanciere e non fare troppa  “fatica” nel mantenerlo in posizione corretta occorre avere una buona  elasticità a livello dei rotatori interni della spalla (pettorale, gran  dorsale,sottoscapolare), va da sè che eventuali retrazioni di questi muscoli oltre che “stressare”  l’articolazione della spalla, creano una iperlordosi di “compenso” a livello  lombare.

Quindi testare  inizialmente questi muscoli ed eventualmente fare un periodo di esercizi di  allungamento (se necessario), risulta utile per poter posizionare correttamente  il bilanciere sulle spalle e non creare compensi a livello lombare.  Posizionato il  bilanciere correttamente, si inizia ad eseguire l’esercizio vero e proprio.  La fase eccentrica  del movimento avviene tramite la flessione delle ginocchia e l’antiversione del  bacino, questi due movimenti devono avvenire simultaneamente;  durante la flessione  del ginocchio, la rotula deve sempre essere allineata al centro del piede, in  caso di ginocchia vare e/o valghe questo allineamento non è possibile  mantenerlo, questo sconsiglia l’esecuzione di tale esercizio per chi non  presenta un buon allineamento a livello del ginocchio.

Inoltre l’incapacità  d’antivertire e retrovertere il bacino, creerà una compressione a  livello dei dischi intervertebrali molto  significativa.  In questo caso un  lavoro iniziale di mobilizzazione del bacino nella direzione in cui vi è il  blocco può aiutare successivamente a gestire meglio l’esecuzione di tale  esercizio.
  Un’ altro dettaglio non meno importante è la  capacità o meno di mantenere a terra il tallone durante la “discesa”;  eventuali retrazioni a livello del soleo o gastrocnemio faranno sollevare il  tallone ed anche l’utilizzo di uno spessore sotto il tallone non farà altro  che spostare il problema a livello del ginocchio, senza risolverne la causa.

Come potete vedere,  lo squat nonostante sia un esercizio fantastico poichè recluta tantissimi  muscoli, non è esente da rischi.  Quindi per non creare  problemi ai nostri clienti è utile testare la mobilitàdei muscoli sopraindicati,  e se necessario eseguire un programma di stretching settoriale per quei muscoli  che presentano retrazioni importanti.

Infine, vorrei ricordare che non esiste l’esercizio perfetto o migliore,  esiste la persona, che in quanto tale presenta una realtà posturale ed  articolare ben precisa, e su questa occorre scegliere l’esercizio che possa  dare il massimo beneficio con il minimo rischio.


Diplomato ISEF - Chinesiologo
Personal Trainer ISSA - Preparatore Atletico
simlosinull@nulltin.it
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