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L’energia necessaria per svolgere il lavoro quotidiano ci viene data dall’ATP (ADENOSIN TRIFOSFATO) che può essere considerato come la nostra batteria. Esso è formato dall’adenina e dal ribosio

L’energia necessaria per svolgere il lavoro quotidiano ci viene data dall’ATP (ADENOSIN TRIFOSFATO) che può essere considerato come la nostra batteria.   Esso è formato dall’adenina e dal ribosio. Collegati a quest’ultimo troviamo tre gruppi di fosfato.

ATP   =   ADENINA + RIBOSIO + P + P +P
   
Nei legami dei gruppi fosfato viene immagazzinata l’energia donataci dai cibi. Tale energia è utilizzata grazie all’idrolisi (passaggio di acqua) che stacca l’ultimo fosfato dalla molecola di ATP convertendolo in ADP:

ADP   =   ADENINA + RIBOSIO + P + P

Se l’organismo richiede altra energia, sempre tramite l’idrolisi, l’ADP viene ulteriormente “spezzettato” in AMP:

AMP   =   ADENINA + RIBOSIO + P

Quest’ultima trasformazione, però, non avviene quasi mai. Questo perché i tempi di ricostruzione dell’AMP in ATP sono molto lunghi e dispendiosi.   Purtroppo la nostra batteria energetica riesce a contenere poco ATP: circa 90g. E’ una quantità sufficiente per uno sforzo di durata non superiore ai 10 sec.  Quando la generazione di adenosin trifosfato è pari al suo utilizzo, la cellula si trova in equilibrio e ciò accade normalmente quando non compiamo alcuno sforzo.

Quando, invece, la quantità di ATP prodotto è inferiore a quella utilizzata, vengono innescati vari meccanismi di riciclo. Ad esempio, dopo che l’ATP viene scisso in ADP, rilasciando una quantità x di energia, grazie a determinate reazioni enzimatiche, viene aggiunto un fosfato all’ADP per formare di nuovo ATP. Tale processo funziona efficacemente in presenza di ossigeno, impiegando come substrati i grassi e il glucosio.  La situazione è diversa in attività anaerobiche (bodybuilding). In queste condizioni le cellule ricevono il loro fosfato dal creatinfosfato (CP) immagazzinato nei muscoli. Questo spiega il fondamentale effetto ergogeno della creatina come integratore alimentare. Questo ciclo energetico, però, può fornire massima energia solo per pochi secondi, dopo tale periodo l’organismo si affida alla MIOCHINASI. Tale processo consiste nell’unione di 2 molecole di ADP + 1 molecola di AMP, per formare ATP. Quindi la reazione della miochinasi serve a fornire energia quando anche le riserve di PC sono esaurite.

C’è da dire che la formazione di grandi quantità di AMP comporta dei problemi risolti con la sua eliminazione che bloccherà la miochinasi.
Quindi si otterrà energia da ulteriori vie.  La prima si chiama via di recupero, un sistema con il quale si cerca di recuperare i prodotti del catabolismo dell’AMP. Ecco dove entra in gioco il ribosio che promuove questa via di recupero più efficiente, permettendo un miglior riciclaggio dell’ATP e un conseguente recupero muscolare.  Se l’organismo non ricorre alla via di recupero (ad esempio quando il ribosio non è sufficiente) deve sintetizzare l’ATP dalla via de novo o nuova. Essa si verifica quando si sono escreti troppi sottoprodotti metabolici dell’AMP. Anche se il ribosio favorisce la via di recupero, esso interviene anche per la via de novo.

Entrambi i processi iniziano quando il ribosio è convertito in una molecola chiamata PRPP che a sua volta diventa insufficiente quando l’attività fisica è troppo intensa.  Quindi, l’impiego di un integratore di ribosio può impedire la riduzione del PRPP mantenendo attiva la via di recupero dell’ATP.  La conversione del glucosio in ribosio avviene tramite l’enzima glucosio – 6 – fosfato – deidrogenasi (presente in quantità limitante) con un processo chiamato la via del pentoso fosfato il quale metabolizza il glucosio in ribosio-5-fosfato. Questo a sua volta è convertito in PRPP. Assumere integratori di ribosio permette di aggirare i due enzimi limitanti della via del pentoso fosfato, ottenendo una produzione più veloce di PRPP.

 

L’organismo utilizza il ribosio in molteplici modi: 

  1. Viene impiegato per produrre glucosio
  2. Può essere anche convertito per mezzo di enzimi in piruvato, il quale andrà a produrre energia nel “ciclo di Krebs”
  3. Interviene nella formazione di nucleotidi, che a loro volta sono necessari per la produzione di energia, per la sintesi delle proteine, ecc.
  4. E’ impiegato nella sintesi della vitamina B2
  5. Aumenta la produzione di ATP del 300% circa. Mentre nel processo di recupero aumenta la capacità delle cellule di riutilizzare l’ADP e l’AMP anche fino al 700% in più
  6.  

 

Dose e tempo di assunzione

  • Questo integratore va assunto nei periodi dove l’allenamento è particolarmente intenso
  • La dose consigliata va dai 3 ai 5g. Visto che si parla di recupero, sarebbe opportuno inserirlo nel frullato pre e post allenamento.
  • Se unito ad altri integratori, come la creatina, la glutammina viene notevolmente potenziata.


  • Responsabile di sala attrezzi e gestione personal trainer presso la palestra Gianco Club, sita in Casavatore (NA)
  • Istruttore di Bodybuilding presso la palestra Gianco Club, sita in Casavatore (NA)
  • Servizio di Personal Trainer a domicilio
  • Istruttore di Bodypump e servizio Personal Trainer presso la palestra Body Extreme, sita in Qualiano (NA), in Via Orazio
  • Istruttore di Bodybuilding e Bodypump presso la palestra Body Vitalty Club, sita in San Rocco di Marano (NA), in Via Rocca
  • Istruttore di Bodybuilding presso la palestra Body Extreme, sita in Qualiano (NA), in Via Orazio
  • Istruttore di Bodybuilding presso la palestra Life Body, sita in Aversa (NA)
  • Istruttore di Bodybuilding presso la palestra Aerobik Body Club, sita in Marano (NA), in Via Marano
  • Diploma in Pancafit (ginnastica posturale)
  • Master “integrazione – alimentazione – allenamento”                     
  • Personal Trainer  ISSA
  • Istruttore 3° livello e Personal Trainer  NBBF
  • Master “Nutrizione e Integrazione” con il Dott. Fabrizio Duranti 
  • Socio FIA
  • Socio FIF
  • Istruttore Bodypump
  • Istruttore ENDAS
  • Istruttore 2° livello NBBF, (Natural Body Building Federation)
  • Istruttore 1° livello NBBF, (Natural Body Building Federation)
Laureando in Scienze motorie presso l’Università degli studi di Napoli "Parthenope"
marcianodavidenull@nulllibero.it


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