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I grassi possono essere utilizzati come carburante solo dopo alcuni minuti dall'inizio dell'esercizio (10-20 minuti). Il tempo è necessario per mobilitare gli acidi grassi dal tessuto adiposo (tramite gli stimoli ormonali) all'inizio dell'esercizio, per il loro trasporto nel sangue

Le riserve dei lipidi corrispondono all’incirca al 10-25 % del peso corporeo sotto forma di  tessuto adiposo e sono molto più grandi di quelle dei carboidrati. La percentuale di tessuto adiposo (o grasso corporeo) è molto variabile: di solito, tale percentuale è inferiore negli atleti rispetto ai  sedentari e negli uomini in rispetto alle donne. Un atleta di 80 Kg di peso con il 15 % di grasso  corporeo, può avere circa 12 Kg di riserve lipidiche. Considerando che 1 g di tessuto adiposo può fornire 7 Cal (1g di lipidi puri ne fornisce 9), la quantitàtotale di energia delle scorte lipidiche è di  oltre 80.000 Cal, cioè ad una riserva praticamente inesauribile e quindi che non pone problemi di  ricarica. I lipidi, rispetto ai carboidrati, sono localizzati a distanza dai muscoli.

Questo è il motivo per cui i grassi possono essere utilizzati come carburante solo dopo alcuni minuti dall'inizio dell'esercizio. Il tempo è necessario per mobilitare gli acidi grassi dal tessuto adiposo (tramite gli stimoli ormonali) all'inizio dell'esercizio, per il loro trasporto nel sangue, per il loro ingresso nel muscolo e, infine, per la loro ossidazione. Queste operazioni richiedono complessivamente 10-20  minuti durante i quali vengono consumati prevalentemente carboidrati indipendentemente dall' intensitàdell'esercizio. 

Quando l'organismo utilizza i lipidi come carburante, la potenza metabolica disponibile è di  circa il 10-15 % inferiore rispetto a quando vengono utilizzati i carboidrati perché' il metabolismo  dei grassi è più' lungo e lento, quindi l'intensitàdell'esercizio saràper forza inferiore.  L'insieme di questi due fattori determina che i lipidi siano il carburante principale per  l'esercizio di lunga durata e bassa intensità. Con l'allenamento l'organismo impara a utilizzare  miscele di lipidi e carboidrati alle varie intensitàdell'esercizio nel campo aerobico e,  conseguentemente, a risparmiare carboidrati a paritàdi carico di lavoro.

Le proteine rappresentano una parte non trascurabile del carburante per l'esercizio di  resistenza. Viene stimato che esse contribuiscono a coprire il fabbisogno energetico in misura  compresa fra il 5 e il 15 % per esercizi di lavoro superiore a 60 minuti.Ciò suggerisce che il fabbisogno proteico giornaliero per il atleti debba essere superiore a  quanto indicato per i sedentari. Secondo alcuni autori, una quantitàdi almeno 1.5 g/ Kg è  necessaria. Comunque quantità eccessive di proteine possono provocare stipsi, disidratazione (per  aumento della diuresi) e favorire l'accumulo delle riserve nel tessuto adiposo.

Sono almeno 16 gli aminoacidi ossidati nel corso dell'esercizio, tra i quali sono considerati i  piu' importanti i cosidetti aminoacidi a catena ramificata (valina, leucina, isoleucina). Questi  aminoacidi (indicati spesso come BCAA: branched chain amino acids), oltre ad essere consumati a  scopo energetico e a detossificare l'organismo dalla ammoniaca prodotta per tamponare l'acidosi,  sembrano avere un modesto effetto anabolizzante. Per queste ragioni esistono in commercio  numerosi prodotti registrati come integratori alimentari contenenti aminoacidi ramificati.


Bibliografia di riferimento degli articoli dell'autore
Diplomato ISEF, Preparatore atletico, Atleta della Nazionale Italiana Master di scherma
leonardomazzettinull@nulltrainernet.net
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