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In palestra, invece l’atto di impugnare un attrezzo, una sbarra, un manubrio o bilanciere non è così automatico, ma la presa, ovvero il modo in cui si impugna l’attrezzo, deve adattarsi al tipo di esercizio ed alle sue esigenze tecniche.

Impugnare un oggetto è considerato un gesto semplicissimo e naturale, che non necessita di particolari elaborazioni psicomotorie. L’afferrare, prendere, impugnare sono schemi motori di base, che vengono appresi in da bambini e permettono di eseguire i più semplici e svariati movimenti della vita quotidiana. In palestra, invece l’atto di impugnare un attrezzo, una sbarra, un manubrio o bilanciere non è così automatico, ma la presa, ovvero il modo in cui si impugna l’attrezzo, deve adattarsi al tipo di esercizio ed alle sue esigenze tecniche.

 

Presa a pinza e presa palmare

Facendo una prima classificazione, essa può essere di due tipi: a “pinza”, cioè con il pollice che si oppone alle dita, o “palmare”, che si realizza appoggiando l’attrezzo sul palmo della mano.

  1. Presa a “pinza”. Il pollice si oppone all’indice.
  2. Presa “palmare”. L’attrezzo poggia sul palmo della mano; il volume del pollice aumenta la base di appoggio.

 

Nella presa a pinza, c’è più forza delle dita attorno all’attrezzo. Quando si eseguono carichi elevati con impegni muscolari anche elevati è indispensabile utilizzare questo tipo di presa, poiché permette di superare l’angolo negativo in virtù del riflesso spontaneo che si manifesta nello stringere con più forza l’attrezzo. Si deve impedire che il peso si scarichi sulle ossa. Questa presa è indicata in tutti gli esercizi base di spinta o trazioni effettuati con grossi carichi.

La presa palmare, o “a gancio”, non è una presa forte, ma aumentando la base di appoggio grazie al volume del pollice, è utile per i lavori di resistenza e per lavori che tendono a isolare il muscolo direttamente interessato dall’azione. È inoltre ottima per le trazione dall’alto, sbarra o lateral machine.

 

Presa falsa e presa falsa sulla punta delle dita

Possiamo poi trovare altri due tipi di prese, meno usate ma non per questo meno importanti e utili:

  1. la cosiddetta “presa falsa”: il pollice è tenuto indietro e non chiude l’attrezzo eliminando il lavoro dei muscoli dell’avambraccio. Consente maggiori stimolazioni nel muscolo interessato dall’esercizio. Questa presa si può effettuare su tutti gli esercizi ma solo quando il peso è ben controllabile.
  2. Presa “falsa sulla punta delle dita”: da usare con pesi molto leggeri, per un’estrema concentrazione; l’avambraccio è totalmente rilassato e il peso semplicemente si appoggia sulla punta delle dita:

 

Inoltre il modo in cui l’attrezzo viene impugnato è importante non solo per l’efficacia del lavoro ma anche per evitare problemi all’articolazione del polso. La cosa più importante è che ci sia sempre allineamento articolare; muscoli contratti e articolazioni allineate che sostengono senza problemi e correttamente il peso. Allineamento sbagliato invece il peso si scarica su ossa, articolazioni e legamenti, provocando danni.


- Giovanni Cianti, Body building, Fabbri Editori, 1999, Bologna .
- Vittorio De Marco, Body building, teoria e tecniche di esecuzione, Sperling & Kupfer, 2000, Milano

Laureato in Scienze Motorie, Personal Trainer, esperto di nuoto, management e gestione dello sport
bondanininull@nullkatamail.com


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