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Questo studio è stato presentato alla 58° convention di Chigago della Asociazione Americana Diabetici. Un programma d'intervento alimentare per migliorare la glicemia, il profilo lipidico e l'Iperinsulnemia in pazient affeti da Diabete di Tipo 2.

Introduzione
E' risaputo il fatto che il Diabete di Tipo 2 può essere controllato in prima istanza dalla dieta. Comunque le linee guida alimentari prescritte a questi pazienti, hanno presentato meno benefici di quelli che ci si sarebbe aspettato, malgrado un intenso programma educativo ed informativo.

Abbiamo disegnato una ricerca clinica che, usando gli stessi apporti calorici usati dall'Associazione Diabetici Americana, ma con un rapporto fra i macronutrienti consistente in 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi, in modo da determinare eventuali benefici clinici nei parametri ematici che potrebbero essere raggiunti da pazienti con Diabete di Tipo 2.

Soggetti
Settanta pazienti affetti da Diabete di Tipo 2 da più di un anno, sono stati reclutati dal Princeton Medical Managment Resources (PMMR) in San Antonio (TX). Durante l'anno precedente, tutti sono stati sottoposti ad un intensivo ed individuale programma di consulenza alimentare, in accordo con le linee guida dell' American Diabetes Associacion. Ogni soggetto ha infine firmato un consenso fornito da PMMR.

Lo Studio
La dieta consisteva in tre pasti principali e due spuntini giornalieri. L'apporto giornaliero di proteine venne individualizzato per mantenere la massa magra (LBM). L'apporto medio di proteine fu di circa 100 gr al giorno per gli uomini e di 75 gr al giorno per le donne. L'apporto minimo per ogni soggetto fu di 75 gr al giorno, divisi in tre pasti e due spuntini.

Il rapporto fra proteine e carboidrati per ogni pasto e spuntino fu approssimativamente di 0,75. L'apporto di grasso per ogni pasto e spuntino venne adeguato in modo da apportare il 30% delle calorie totali giornaliere. Ogni altro grasso aggiunto fu del tipo di quelli monoinsaturi.I cinque pasti erano così suddivisi: colazione, pranzo, spuntino pomeridiano, cena e spuntino serale. Ogni spuntino apportava circa 100 cal. L'apporto calorico totale variava da 1100 (minimo consentito) a 2000 calorie giornaliere, a seconda dell'apporto proteico individuale del paziente.

Le barrette nutrizionali apportavano 20 gr di carboidrati, 14 gr di proteine e 7 gr di grassi, equivalenti a 190 cal della colazione o a due snack. Lo snack era composto da una barretta e mezza e apportava 40 mg di EPA e 0.5 gr di Acido linolenico (GLA) con l'aggiunta di 19 vitamine e minerali. L'RDA giornaliero di queste vitamine e minerali era raggiunto con l'assunzione di due barrette al giorno.

Imoltre, olio di pesce ottenuto per distillazione molecolare, contenente 1080 mg di EPA è stato aggiunto alla dieta come supplemento, assunto in 6 soft gel da prendere durante i pasti. L'integratore di omega3 e e le barrette sono state fornite da Eicotech Corporation.

Tutti i soggetti hanno partecipato a quattro sessioni di un ora alla settimana. Durante queste sessioni, i pazienti ricevevano informazioni circa la composizione degli alimenti, la preparazione del cibo, l'acquisto degli alimenti in accordo con le linee guida dell'esperimento. Inoltre ogni paziente ha ricevuto una dieta personalizzata in base alle sue necessità proteiche ed alle sue preferenze alimentari.

Risultati
Per i risultati si rimanda alla pagina con il testo originale, dove è possibile consultare le tabelle con i risultati dell'esperimento.

Discussione
I benefici in ogni intervento dietetico, richiede una coformità di lungo termine. Ad ogni modo questa era una dieta a basso contenuto calorico e la conformità alla dieta è stata buona durante le prieme dodici settimane (79% hanno completato la ricerca clinica). Parte del fatto che i pazienti si siano conformati alla dieta, può essere attribuita al fatto che essi erano responsabili solo di due pasti al giorno. Meno del 10% dei pazienti ha riscontrato problemi di fame.

Come si pò riscontrare nei dati delle 12 settimane, i benefici raggiunti alle sei settimane, sono stati mantenuti. Inolre si è verificato un leggero incemento nei livell di zucchero nel sangue a digiuno, ma noi riteniamo che sia dovuto ad una notevole diminzione dell'uso dei farmaci ipoglicemizzanti durante il periodo della ricerca. Dei 34 pazienti che utilizzavano insulina esogena, solo uno ha continuato ad assumere insulina dopo le 12 settimane.

Il profilo lipidico, in particolare i trigliceridi e il colesterolo HDL, è significativamente migliorato. Studi recenti hanno dimostrato che un elevato rapporto fra trigliceridi e HDL è fortemente associato ad un incremento sia del colesterolo LDL sia di rischio di infarto al miocardio. (Gaziano et al. Circulation 96: 2520-2525, 1997). La riduzione del rapporto Triglceridi/HDL ,ottenuto con la dieta usata in questo studi, significa un miglioramento  dei parametri comunemente associati quali  fattore di rischio nelle malattie cardiovascolari

Riteniamo che molti dei miglioramenti riscontrati siano da attribuirsi in ultima analisi alla riduzione dei lvelli di insulina dovuta dalla formazione di ecosanoidi. L'Iperinsulinemia è comunemente legata all'attivazione dell'enzima Delta-5-desaturasi che attiva la formazione di Acido Arachidonico (AA) al DGLA (acido diomo gamma linolenico. [Pelikanova et al. Clinica Chimica Acta 203: 329-338, 1993]. Così, la riduzione di insulina riduce la produzione di AA, incrementando i livelli di DGLA.

La supplementazione con EPA e GLA può miglorare il rapporto DGLA/AA. L'EPA agisce come un inibitore della risposta dell'enzima delta -5-desaturasi, mentre una supplementazione conGLA assicura un adeguato substrato per la formazione di DGLA.

Modificare il rapporto  DGLA/AA nei tessuti bersaglio, specialmente nel letto vascolare, icrementa  la possibilità di ecosanoidi "buoni" che sono vasodilatatori, anti infiamatori ed anti rombotici. Simultaneamente, si verifica una diminuzione di ecosanoidi "cattivi" che sono vasocostrittori, pro infiammatori e pro trombotici. Questo cambiamento nel bilanciamento della produzione di ecosanoidi ha un effetto sinificativo nella funzione delle cellule endoteliali.

La disfunzione delle cellule endoteliali è generalmente associata al Diabete di Tipo 2(Pinkney et al. Diabetes 46: S9-S13, 1997). Noi riteniamo che queste disfunzioni siano la causa nascosta della resistenza all'insulina che limita laccsso all'insulina alle cellule bersaglio. Una corretta produzione di ecosanoidi può incrementare la funzione delle cellule endoteliali, migliorando l'accsso dell'insulina ai recettori cellulari. Con questa ipotesi, una miglore omeostasi del glucosio nel sangue può essere raggiunta con bassi livelli di insulina.

I nostri risultati si accordano con i più recenti studi effettuati e publicati che hanno usato diete a basso contenuto calorico con una ripartizione dei macronutrienti pari al 38% di carboidrati, 33% di proteine  e 29%di grassi (Markovic et al. Diabetes Care 21: 695-700, 1998) i quali dimostrano ridotti  lvelli di insulina e un miglioramento della sensibilità all'insulina dopo pochi giorni che il regime alimentare è stato instaurato.

Conclusioni
Un adeguato apporto proteico, un mderato apporto di carboidrati, un basso apporto di grassi e una restrizione calorica introdotta nello stile di vita di pazient affetti da Diabete di Tpo 2, può provocae significativi miglioramenti clinici in sole sei setimane nei parametri di iperinsulinemia, glicemia e profilo lipido come dimostrato qui sotto:

  • Insulina 23% di riduzione
  • HbA1c 7% di riduzione
  • TG 14% di riduzione
  • TG/HDL 26% di riduzione

La riduzione in ogni fattore di rischio indica che il Programma Nutrizionale della Zona, ha potenzialmente l'effetto di riduzione dei fattori di rischio nelle malattie cardiovascolari, le quali sono elevate nei pazienti affetti da Diabete di Tipo 2.


 


BARRY SEARS, PAUL KAHL, GEORGE RAPIER, Marblehead, MA and San Antonio, Tx, USA
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