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Le alterazioni a carico della colonna vertebrale rappresentano alcuni tra i principali problemi sanitari della nostra società e interessano fino all’80% della popolazione europea.

Le alterazioni a carico della colonna vertebrale rappresentano alcuni tra i principali problemi sanitari della nostra società e interessano fino all'80% della popolazione europea. Negli ultimi anni molte ricerche  hanno evidenziato il ruolo negativo per la colonna vertebrale delle posture statiche prolungate, delle frequenti flessioni e rotazioni del tronco, dei sollevamenti  di carichi, dei movimenti quotidiani scorretti.

Alla luce di tali studi sembra essere poco efficace l'intervento terapeutico tradizionale (massaggi, terapie fisiche) per la maggior parte dei problemi di mal di schiena, se mirato esclusivamente a trattare il sintomo e la vera causa del disturbo non viene riconosciuta.
Un approccio piuttosto innovativo per alcune patologie (cervicalgie, lombalgie posturali, ecc.) può venire decisamente dallo studio posturale del soggetto affetto da questi problemi. Lo scopo di un'osservazione posturale è stimolare il soggetto affetto da mal di schiena a non sottovalutare il problema e ad intraprendere -insieme al proprio medico curante- un vero e proprio percorso personalizzato, che nella maggioranza dei casi può portare alla risoluzione del problema.

La struttura della colonna vertebrale che più di ogni altra subisce un'alterazione, a causa di posizioni scorrette, è il disco intervertebrale. Nelle varie posizioni del nostro organismo (in piedi, supino, da seduto) i dischi intervertebrali subiscono una pressione diversa che si distribuisce su tutta la loro superficie, grazie al liquido in essi contenuto.
Il ricercatore svedese Alf Nachemson  ha svolto importanti e approfonditi studi  per conoscere i valori di pressione che si verificano in particolare sul terzo disco lombare, nelle diverse posizioni che assumiamo e nei movimenti che eseguiamo nella quotidianità. Il terzo disco lombare, secondo Nachemson, sembra subire un carico pari a 30 kg quando il corpo umano è in posizione supina, 70 kg nella posizione da seduti, addirittura 210 kg quando l'organismo solleva 20 kg con schiena flessa e ginocchia dritte.

Le varie valutazioni scientifiche, insieme alla necessità di mantenere o ritrovare le curve fisiologiche della colonna vertebrale, suggeriscono quale indirizzo utile per mantenere efficiente la colonna vertebrale  un'adeguata e personalizzata attività sportiva;  bisognerebbe anche scegliere le posizioni e i movimenti che provocano minore pressione sui dischi intervertebrali e, se le condizioni lavorative non permettono tale scelta,  eseguire dei movimenti di compenso.

 

Le cause più frequenti: attività lavorative a rischio

Le cause più frequenti di mal di schiena sono da ricercare in attività lavorative a rischio (operai, imbianchini, piastrellisti, parrucchiere, camionisti), nelle attività sportive non adeguate, in posture scorrette assunte durante le attività domestiche, nella tensione emotiva, nei traumi in genere. Il mal di schiena su base posturale altro non è che la conseguenza di movimenti errati, di sforzi fisici, di posture scorrette ricorrenti durante le attività quotidiane.
Alcuni suggerimenti sull'uso delle calzature riguardano la suola - che deve essere in cuoio - e la punta della scarpa, che dovrebbe essere ampia. Con tacchi piuttosto alti si può arrivare ad una pressione del peso pari all'80-90% a livello dei metatarsi.
In particolare alcuni studi su lavoratori addetti a videoterminali hanno evidenziato la presenza di disturbi alla colonna vertebrale in percentuale superiore rispetto a un gruppo di controllo e a quello che si riscontra nei facchini o nei manovali, dimostrando così effettivamente il ruolo negativo della posizione normalmente assunta di fronte al videoterminale.

La colonna cervico-dorsale durante la giornata è sicuramente sottoposta ad uno stress maggiore perché soggetta a continui movimenti di flesso-estensione. Le attività lavorative più a rischio per questa parte del corpo sono quelle di precisione -sarte, grafologhe, orologiai- oppure gli imbianchini, gli addetti alle pulizie, i contadini, nonchè comportamenti  come guardare la televisione a letto od utilizzare cuscini non idonei.
Il tratto lombo-sacrale della colonna vertebrale è stimolato soprattutto dalle posture fisse prolungate in posizione statica eretta (le casalinghe quando stirano, i commercianti che lavorano al banco, gli odontoiatri, ecc.).
Alcuni suggerimenti utili per ridurre il dolore lombare causato dalle posture fisse potrebbero essere:

     
  • fare delle lunghe passeggiate, quando possibile;
  • praticare semplici esercizi di estensione e flessione;
  • dormire su un fianco con le ginocchia piegate oppure in posizione supina con un cuscino sotto le ginocchia;
  • stando in posizione statica eretta per periodi prolungati, utilizzare un pacchetto d'appoggio per gli arti inferiori sui quali scaricare il peso del tronco, alternativamente;
  • adattare i posti di lavoro secondo criteri ergonomici, mediante sedute ad hoc.

Altri soggetti a rischio risultano essere i camionisti, gli agenti di commercio, i tassisti, e chiunque utilizzi l'automobile come strumento e ambiente di lavoro.
E' da sottolineare che un riposo notturno confortevole è importante al fine di alleggerire il carico di lavoro che i dischi intervertebrali subiscono durante la giornata. Da evitare assolutamente un cuscino alto, in quanto costringe il tratto cervicale in posizione di flessione e può essere causa di dolori cervicali e mal di testa.
Lo spostamento di pesi rappresenta un momento piuttosto critico per la colonna vertebrale, per cui sarebbe necessario insegnare le corrette modalità di movimento ai soggetti che compiono per lavoro tali pesanti attività.

 

La gravidanza porta ad una iperlordosi lombare

La gravidanza, soprattutto dopo il sesto mese, porta ad una iperlordosi lombare e pertanto rappresenta un fattore di rischio per l'insorgenza del dolore lombosacrale; ma è soprattutto il periodo del puerperio quello più a rischio, visto il maggior impegno della madre nell'accudire il neonato:  anche il solo  e semplice gesto di sollevare un bambino può rappresentare un importante rischio per la colonna vertebrale.


L'eccesso ponderale (il sovrappeso o nei casi peggiori l'obesità) provoca un'incidenza significativa delle lombalgie, poichè determina un importante aumento di pressione sui dischi intervertebrali; diventa quindi determinante una dieta equilibrata e personalizzata.
Le attività fisiche agonistiche spesso risultano dannose: la colonna vertebrale viene sottoposta a carichi di lavoro notevoli e ciò contrasta con l'opinione diffusa che l'attività sportiva migliori le condizioni di salute e possa prevenire la comparsa del mal di schiena. Discorso diverso per le attività a scopo ricreativo (sci, nuoto, bici, ecc.) e l'esercizio fisico in palestra che possono prevenire -se eseguiti in modo personalizzato, fisiologico, con intensità e volume adeguati- l'insorgere di episodi vertebrali dolorosi.

 


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