Flickr - training woman
Esistono diverse classi di farmaci proibiti che influenzano la prestazione fisica in vari modi agendo con meccanismi fisiologici propri ed effetti collaterali diversi. L'uso delle sostanze dopanti nello sport mira ad ottenere migliori prestazioni atletiche

Perchè si usano le sotanze dopanti

Esistono diverse classi di farmaci proibiti che influenzano la prestazione fisica in vari modi agendo con meccanismi fisiologici propri ed effetti collaterali diversi. L'uso delle sostanze dopanti nello sport mira ad ottenere migliori prestazioni atletiche, sfruttando l'azione chimica di tali sostanze. Spesso, però, c'è confusione sui reali effetti di questi farmaci.

Gli stimolanti, come la caffeina, l’efedrina e il clenbuterolo agiscono sul sistema nervoso e possono essere utilizzati per ottenere una maggiore aggressività e quindi capacità di allenamento o di prestazione atletica. Spesso sono anche usati per favorire indirettamente il dimagrimento, come gli ormoni tiroidei. I narcotici, al contrario, sono prevalentemente utilizzati per sedare il dolore e quindi per prolungare una prestazione o per renderla possibile in caso traumi.

 

Ormoni anabolizzanti

Gli anabolizzanti sono certamente gli ormoni storicamente più utilizzati nella pratica del doping. Si tratta di sostanze che stimolano l’anabolismo, cioè la produzione di fibra muscolare, necessaria praticamente in ogni disciplina sportiva.
Il testosterone è l’ormone sessuale maschile, naturalmente presente sia nell’uomo sia nella donna (ovviamente in quantità molto diverse) ed anche quello con maggiore capacità anabolizzante. Ma il testosterone ha anche un forte carattere androgeno, che determina molte reazioni fisiologiche legate ai caratteri sessuali maschili (per esempio la peluria e il tono della voce).
Visto che l’atleta ricerca nel doping solo il carattere anabolizzante dell’ormone e non quello androgeno, che porta con sé numerosi effetti collaterali negativi, sono stati realizzati negli anni numerosi ormoni sintetici, cioè non prodotti naturalmente dall’organismo, ma creati in laboratorio con l’obiettivo di rendere il più possibile favorevole il rapporto tra il comportamento anabolizzante e quello androgeno della molecola.
Sono nati allora il nandrolone, lo stanazololo, il metenolone, l’oxandrolone e molti altri, ciascuno con le sue caratteristiche peculiari e i suoi effetti collaterali.

 

Androgeno verso anabolizzante

Così, in base al tipo di sport praticato, lo scopo del doping può essere molto diverso: aumento della forza, maggiore resistenza, migliore concentrazione, perdita di peso e altro ancora, ciascuno favorito da una particolare molecola.
Nella letteratura medica sportiva sono citati esempi di atleti che riportano repentino e notevole aumento di forza e di massa con l’uso di molecole molto androgene come il testosterone e il metandrostenolone, preferite dai pesisti e dai body builder nei periodi di carico. Si riferiscono invece effetti più contenuti con sostanze meno androgene, che da quanto riferito offrirebbero migliori risultati in termini di qualità muscolare e di durata nel tempo del risultato, fattori che farebbero del nandrolone, dell’oxandrolone e dello stanazololo i prodotti preferiti nella stragrande maggioranza degli sport agonistici.
Ma spesso i risultati desiderati si intrecciano in modo più complicato, come per esempio nel ciclismo, dove si desidera aumentare al massimo la resistenza ma non si può rinunciare alla potenza muscolare.
Oppure nel caso dell’atletica, in cui si cerca la maggiore forza esplosiva per alcune discipline (per esempio nei 100 metri) e la resistenza per altre (si pensi alla maratona), ma sempre limitando l’eccessivo aumento di massa muscolare. Oppure quando in qualunque competizione si ricorre ai diuretici per perdere velocemente liquidi in modo da rientrare in una certa categoria di peso.

 

I cocktail dei campioni

Il body building, rispetto agli altri sport, è per così dire “la palestra del doping”, in quanto nei diversi periodi di preparazione l’atleta richiede risultati diversi: prima l’aumento della massa muscolare, solitamente ottenuto con steroidi anabolizzanti (testosterone, nandrolone, metandrostenolone, stanazololo) il più delle volte abbinati a estrogeni sintetici per contrastarne alcuni effetti collaterali.
In altri periodi si ricerca invece la massima definizione a fronte della riduzione del grasso corporeo con sostanze stimolanti (caffeina, efedrina, clenbuterolo) o con ormoni tiroidei (tiroxina, liotironina sodica). Infine si cerca una migliore visibilità delle fibre muscolari operando la massima riduzione dei liquidi sotto pelle con i diuretici (furosemide, torasemide e altri).
Ma perché ricorrere all’uso di sostanze chimiche per ottenere questi risultati? Non è possibile fare lo stesso col semplice allenamento? In effetti deve essere chiaro che non basta una pillola per diventare campioni, prima di tutto serve la predisposizione genetica, poi un duro allenamento fisico e infine la preparazione tecnica.


...continua con la terza parte


Articoli concatenati dall'autore


Istruttore di Fitness e Bodybuilding diplomato FIF, associato EFA.
Esperto in tecniche per l'ipertrofia e per il dimagrimento, cardio-fitness, preparazione atletica e supplementazione.
Specializzato con master in Personal Training, Circuit Training, Supplementazione e Integratori, Ormoni e Doping, Riabilitazione della spalla e del ginocchio, Trattamento Low Back Pain.
- Come Personal Trainer collabora con privati e atleti professionisti, come consulente tecnico-gestionale collabora con associazioni sportive e network di centri wellness.
- Come giornalista scrive articoli e guide per le principali riviste di settore ed è autore di vari libri sull'alimentazione per lo sport e diverse guide all'allenamento.
Istruttore di Fitness e Bodybuilding diplomato FIF, associato EFA.
Esperto in tecniche per l'ipertrofia e per il dimagrimento, cardio-fitness, preparazione atletica e supplementazione.
Specializzato con master in Personal Training, Circuit Training, Supplementazione e Integratori, Ormoni e Doping, Riabilitazione della spalla e del ginocchio, Trattamento Low Back Pain.
- Come Personal Trainer collabora con privati e atleti professionisti, come consulente tecnico-gestionale collabora con associazioni sportive e network di centri wellness.
- Come giornalista scrive articoli e guide per le principali riviste di settore ed è autore di vari libri sull'alimentazione per lo sport e diverse guide all'allenamento.

carlo.stratinull@nullcorporis.it


Lascia il tuo commento