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Per la sua stretta correlazione con la circolazione, la respirazione assume notevole importanza durante l’attività fisica, infatti il ritorno venoso è fortemente influenzato dalle pressioni che si trovano all’interno della cassa toracica.

Per la sua  stretta correlazione con la circolazione, la respirazione assume notevole  importanza durante l’attività fisica. Sappiamo infatti che il ritorno venoso è  fortemente influenzato dalle pressioni che si trovano all’interno della cassa  toracica. Queste pressioni variano durante lo sforzo e a seconda delle modalità  di respirazione che in concomitanza con lo stesso vengono adottate. Si può  quindi osservare che se durante lo sforzo si trattiene il fiato, la pressione  intratoracica sale in proporzione allo sforzo; fattore questo che impedisce il  ritorno venoso.

Altro fatto  importante è quello di espirare violentemente alla fine dello sforzo e dopo  aver trattenuto l’espirazione forzatamente per tutta la fase concentrica del  movimento; infatti in questo caso il sangue dopo essere stato trattenuto viene  violentemente risucchiato all’interno del cuore "colpo di ariete",  creando nel complesso una irregolarità nella circolazione e dei forti stress  per il cuore. Alla scelta del tipo di respirazione da adottare durante gli  esercizi, dà un particolare contributo anche lo studio meccanico della  respirazione effettuato mediante filmati radiografici (vedi metodo Zilgrei  Kiropratico) che hanno evidenziato come le curve fisiologiche del rachide  aumentino con la inspirazione e diminuiscano con la espirazione; e come il  rachide lavori in maniera ottimale ed abbia la sua massima resistenza al carico  quando lavora in maniera fisiologica, cioè quando le curve sono il più vicine possibile  all’angolazione normale.

I punti di vista  scientifici a riguardo sono essenzialmente due: quello anatomico e quello  biomeccanico.

 

 

Punto di vista  anatomico

A - Alla fase  inspiratoria vengono abbinati i movimenti di estensione della colonna vertebrale,  di abduzione degli arti superiori e di distensione degli arti inferiori;  infatti durante questa fase si determina un aumento dei volumi della gabbia  toracica ed una diminuzione della pressione toracica interna.

I movimenti degli  arti superiori si effettuano con lo scopo di ingrandire il volume della gabbia  toracica e non per migliorare la respirazione costale perché le coste si  sollevano allorquando le braccia restano ferme.

B - Alla fase  espiratoria si abbinano i movimenti di flessione della colonna vertebrale, di  adduzione delle braccia e di flessione della gambe, perché durante questa fase  si verifica una diminuzione del volume della gabbia toracica ed un aumento  della pressione intraddominale.

Le braccia  mantenute in contrazione statica (es. braccia in fuori, mani alle spalle,  ecc...) sono di ostacolo alla espirazione completa perché, mantenendo in  tensione i muscoli pettorali e il gran dentato, mantengono le coste sollevate.

 

 

Punto di vista  biomeccanico

A - La fase di  inspirazione viene combinata con la fase di riposo muscolare, di recupero

B - La fase di  espirazione viene associata, contrariamente alle considerazioni anatomiche,  alla fase del movimento attivo, dello sforzo. Associare la fase espiratoria  allo sforzo potrebbe sembrare un non senso fisiologico, però ciò trova valide  spiegazioni in quanto:

  • Il riflesso  pneumomuscolare, eccitando i recettori polmonari deterrnina un incremento  funzionale allo stato dei muscoli scheletrici (Donskoj e Zatziorskij).
  • Gli esercizi  realizzati con un tempo espiratorio forzato determinano una sommazione  spazio-temporale massima della muscolatura spinale (Geyer).
  • La incrementata  pressione addominale interna diminuisce del 30% l’azione del carico (Maigne).
  • La maggior  parte dei muscoli antigravitari sono inspiratori e sono situati al di sopra  della cintura addominale. Per evitare un blocco del diaframma in inspirazione è  opportuno effettuare gli esercizi di stiramento (stretching) impedendo il  blocco inspiratorio e insistendo al contrario sull’espirazione che si deve  eseguire liberamente, senza controllo della bocca o della laringe e deve  diventare progressivarnente più ampia (Souchard).
  • Lo sviluppo  della forza muscolare è strettamente connesso con le fasi della respirazione, e  precisamente: l’apnea deterrnina il più alto valore di forza muscolare,  l’espirazione uno minore e l’inspirazione il più basso (V. S. Farfel e J.M.  Freidberg).
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Pertanto il  trattenimento del respiro, e la relativa tensione della muscolatura espiratoria  che ne deriva, aumenta la forza muscolare mentre la contrazione della  muscolatura inspiratoria la diminuisce.

Questi due punti  di vista apparentemente discordanti sono in realtà le due facce della stessa  medaglia, e cioè sono validi entrambi ma vanno applicati in maniera diversa in  base al tipo di esercizio che si compie: in particolare, per gli esercizi senza  sovraccarichi è valido quello "anatomico", mentre per quelli con  sovraccarichi è migliore quello "biomeccanico".

 

 

Conclusioni

Quindi la  respirazione durante l’attività fisica con sovraccarichi dovrebbe essere:

  1. espirare  durante la fase concentrica del movimento;
  2. inspirare  durante la fase eccentrica del movimento;
  3. non  trattenere il fiato se non strettamente necessario (lavoro con carichi  massimali), e quando lo si trattiene non espirare violentemente alla fine dello  sforzo.

Durante  l’attività fisica a corpo libero invece:

  1. espirare  quando si flette la colonna vertebrale, si adducono gli arti superiori e di  flettono gli arti inferiori;
  2. inspirare  quando si estende la colonna vertebrale, si abducono gli arti superiori e si  estendono gli arti inferiori.


Bibliografia di riferimento degli articoli dell'autore
Diplomato ISEF, Preparatore atletico, Atleta della Nazionale Italiana Master di scherma
leonardomazzettinull@nulltrainernet.net


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