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Batte l’olio di soia nella prevenzione di danni cardiaci, studi lo dimostano

Una supplementazione costante di olio di pesce, ricco di acidi grassi essenziali, può contrastare gli effetti dell’inquinamento atmosferico, così riportano i ricercatori.“La risposta cardiaca all’inquinamento atmosferico è stato drammaticamente ridotto in coloro che utilizzavano questo tipo di acidi grassi” ha affermato il Dott. Fernando Holguin, professore di medicina alla Emory University School of Medicine. Il Dott. Helguin ha presentato questa ricerca al meeting annuale della Thoracic Society tenutosi a San Diego.

Il team di Holquin ha monitorato la salute cardiaca d 50 individui anziani, tutti soggetti oltre i 70 anni residenti in case di riposo in una delle città più inquinate del pianeta, Messico City.
Ogni soggetto trattato ha ricevuto una capsula da un grammo contenente acidi grassi omega 3, per due volte al giorno (un’assunzione al mattino ed una la sera). Metà del gruppo campione ha ricevuto un integratore di olio di pesce, l’altra metà ha invece assunto olio di soia.

I ricercatori, hanno poi preso varie rilevazioni della funzione cardiaca di ogni partecipante allo studio, focalizzandosi sulla frequenza del battito cardiaco. La frequenza del battito cardiaco si riferisce alle alterazioni del battito cardiaco tra un battito e l’altro.
“L’esposizone all’inquinamento atmosferico, riduce la frequenza del battito cardiaco, l’assunzione di omega 3 invece l’aumenta,” ha spiegato Holguin. “Una miglior frequenza cardiaca riduce il rischio di patologie cardiache.”

Il team dell’Emory University ha trovato che l’olio di pesce si è dimostrato migliore nel far mantenere una buona frequenza cardiaca rispetto all’olio di soia. “Coloro che assumevano l’olio di soia, hanno avuto solo miglioramenti marginali, mentre coloro che assumevano olio di pesce hanno avuto un completo azzeramento dei danni provocati dalle particelle di smog sul muscolo cardiaco.” Ha detto Holguin.

Un altro esperto, il Dott. Zi-Jian Xu, cardiologo al Santa Monica-UCLA Medical Center, dice di non essere affatto sorpreso dai risultati dello studio. “L’olio di pesce ha dimostrato di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari, specialmente attacchi di cuore e infarti,” ha detto. “Ha anche dimostrato di ridurre il rischio di attacco cardiaco in pazienti cardiopatici o che avevano già sperimentato attacchi di cuore. La teoria dice chiaramente che l’olio di pesce può migliorare la salute cardiaca.”

Xu ha anche aggiunto come questa scoperta sia totalmente in accordo, appunto, con le passate ricerche.
Holguin consiglia, comunque, di seguire i consigli dell’American Heart Association (AHA) seguendo l’apporto di acidi grassi omega-3 raccomandato. L’AHA raccomanda attualmente agli individui con dei precedenti storici di problemi cardiaci, di assumere almeno un grammo di acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) al giorno, preferibilmente provenienti da olio di pesce. Oltre a questo l’AHA consiglia di studiare il piano d’integrazione più adatto al proprio stato di salute con il vostro medico di fiducia.



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