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L' Ossido Nitrico

by Jerry Brainium




Il NOS-2 è particolarmente attivo nelle reazioni immunitarie ed è parte delle risposte alle reazioni infiammatorie. Tende però ad essere il"cattivo" tra i tre enzimi, essendo capace di produrre troppo NO al momento sbagliato, può provocare gravi problemi. Il NOS-3 invece governa il flusso ematico e la pressione, così come l'inibizione piastrinica, responsabile della coagulazione sanguigna.

L'ossido nitrico o ossido d'azoto, lavora con l'emoglobina nel trasporto di ossigeno alle cellule. Forse la sua funzione a noi più familare è legata con la nitroglicerina, somministrata solitamente a persone con un' ostruzione delle arterie coronarie. Quando il cuore, non riesce ad avere abbastanza ossigeno a causa dell'ostruzione delle arterie coronarie, assumere nitroglicerina, dà sollievo immediato, attraverso un'immediata conversione di quest'ultima in ossido nitrico. Il No rilassa immediatamente la muscolatura liscia delle arterie indurite, aumentando così il flusso sanguigno e facendo scomparire ogni sintomo. Ciò è possibile grazie alla stimolazione dell'enzima guanilato ciclase, che aumenta la produzione di GMP (Guanosin MonoPhosfate, Guanosina Monofosfato) ciclica, la sostanza che rilassa la muscolatura liscia.

L'ossido d'azoto aiuta a prevenire i problemi di natura cardiovascolare in diversi modi. Previene l'adesione di piastrine che può creare dei coaguli sanguigni, i quali possono ostruire la circolazione sanguigna verso il cuore, il che espone a rischi di infarto. Studi condotti su animali, hanno dimostrato che assumere un integratore di arginina, può sia prevenire che arrestare l'artereosclerosi, in pratica la formazione di placche nelle arterie, una delle principali cause di crisi cardiache e infarti.

Il cervello necessita di NO per la formazione di memoria, ma se rilasciata al momento sbagliato ed in quantitativi eccessivi, l'ossido nitrico può promuovere patologie cerebrali. Un esempio classico è ciò che accade durante un collasso, quando un eccesso di glutammato, un aminoacido che stimola l'attività neuronale, è rilasciato, porta ad una sovrastimolazione dei neuroni cerebrali. Il picco di glutammato, crea un accrescimento del flusso di calcio verso il cervello, il calcio, a sua volta, attiva il NOS causando un enorme rilascio di ossido nitrico nel momento meno appropriato. In queste condizioni l'ossido nitrico lavora come un tipico radicale libero, andando a distruggere i neuroni vitali del cervello.

Gli studiosi, sanno che il più importante trasportatore , presente nel sangue, di lipoproteine a bassa densità (LDL), diviene pericoloso solamente se ossidato. Questo colesterolo LDL ossidato, appare bloccare l'attività locale del NOS nei vasi sanguigni, portando ad elevati livelli di pressione sanguigna e anche a più gravi conseguenze. Studi pubblicati pochi anni fà, mostravano come, dopo un pasto ad alto contenuto di grassi, i soggetti in esame avessero le arterie contratte e un'elevata pressione ematica.
Gli stessi studi, mostravano poi, comel'assunzione di vitamina C ed E dopo i suddetti pasti, potesse prevenire questi effetti. In pratica, i radicali liberi prodotti dai pasti iper lipidici interferiscono con la funzione del NOS, abbassando l'ossido nitrico nei vasi sanguigni, ma antiossidanti come la vitamina C ed E possono prevenire quest'interferenza oltre a prevenire l'ostruzione dei vasi stessi.

Ossido nitrico ed esercizio

Tutte e tre le isoforme, del NOS, si possono trovare nel muscolo scheletrico, principlamente troviamo però il NOS neuronale. L'ossido nitrico, quindi, non solo aumenta l'afflusso di sangue ai muscoli, ma anche la loro forza e capacità di contrarsi. Il che implica che una carenza di NO, può portare a scarse performance muscolari. L'ossido nitrico, nei muscoli è anche coinvolto nella respirazione, attraverso l'increzione del trasporto di ossigeno e del quantitativo di glucosio verso le cellule muscolari. Semplicemente contraendo un muscolo, si può accrescere la quantità di ossido nitrico, dato che la contrazione eleva i livelli di calcio intracellulare, il quale attiva il NOS e conseguentemente la produzione di NO.

Studi hanno dimostrato che esistono alcune interessanti relazioni tra l'esercizio fisico e il rilascio di NO. L'accrescimento del flusso sanguigno che avviene tramite l'esercizio aerobico, produce un effetto di cessione all'interno dei vasi sanguigni, che è un effetto di una maggior produzione di NO, il che potrebbe spiegare quell'effetto di abbassamento della pressione collegato agli sforzi aerobici.

Allenare piccoli gruppi muscolari, come gli avambracci, porta ad un aumento del rilascio di ossido nitrico "in loco", non influisce certo sull'aumento generale di NO nel resto del corpo. Allenare invece grossi gruppi muscolari, come le gambe, provoca un umento del NO, non solo a livello locale, ma in tutto il corpo. Studi, dimostrano che soggetti che si allenano regolarmente hanno livelli di NO più alti, il che conduce, tra l'altro a migliori valori della pressione sanguigna ed ha una minor frequenza cardiaca a riposo. Il maggior consumo di colesterolo che deriva sia dall'allenamento con i pesi che dall'esercizio aerobico, conduce ad un più efficiente rilascio di NO,dato che vasi sanguigni non ostruiti sono più efficienti nel sintetizzare e rilasciare NO.

La quantità di NO rilasciata durante l'esercizio dipende da svariati fattori. Coloro che hanno arterie danneggiate, come nei soggetti affetti da artereosclerosi, vi è un maggior rilascio di NO rispetto a coloro che presentano delle arterie sane. Questa è probabilmente un effetto di compensazione per aiutare il corpo a migliorare la circolazione durante l'esercizio fisico. Altri fattori sono intensità e volume dell'esercizio. Più duramente e più a lungo vi allenate, più NO viene prodotto dal corpo. Uno studio, condotto sui ratti, ha verificato che dopo un'allenamento strenuo di 45 minuti, vi era un accrescimento sia endoteliale che neuronale dell'attività del NOS, nei soggetti studiati.

Le persone con alti livelli di grasso corporeo, producono livelli di NO piuttosto alti, ma nel loro organismo, ciò che il NO produce è solo una maggior infiammazione. Molti scienziati che hanno studiato gli effetti del NO ritengono che i benefici effetti indotti dall'esercizio potrebbero derivare in larga misura dall'interazione tra esercizio, appunto e rilascio di NO. Tutti i fattori di rischio, correlati a disturbi cardiovascolari, che vengono prevenuti efficacemente tramite l'esercizio, come dislipidemia, alti li9velli di insulina, altra pressione arteriosa e via dicendo, sono influenzati e modificati dal NO, la cui produzione accresce, appunto, tramite l'esercizio.



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